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Tradizioni

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ESTRAZIONE DEI GRADI (“I Grois”)

La terza domenica di luglio, l'amministrazione della Società, soci e curiosi, appena finiti i vespri si riuniscono sotto i portici della chiesa: improvvisano una sala di riunione e procedono a norma dell'art. 11 dello Statuto all'estrazione dei gradi.

L'urna è un cappello qualunque.

E' un momento di ansia e di augurio per gli ufficiali superiori: appena sorte il nome del colonnello si battono le mani, s'incrociano gli evviva., i due pifferi e tamburini salutano l'ufficiale capo colla marcia d'applauso e il campanone di Calasca, dalla torre più alta dell'Ossola suona a distesa. In tutto lo sparso comune, nei vicini paesi di Bannio, Anzino, Castiglione, ovunque giunge il suono della campana maggiore, annunziatrice che le feste a Calasca sono aperte, si comprende che il colonnello è fatto, è un continuo domandare chi sarà, fintanto che non si viene a conoscenza del nome. Una bicchierata al suon di pifferi e tamburi è la tradizionale chiusura dell'estrazione e apertura dell'allegria delle feste calaschesi.

 

DIANA

Due sono le Diane: l'una la domenica prima di S. Valentino, cioè la prima di Agosto, essendo sempre la festa di S. Valentino festeggiata la seconda domenica di agosto, l'altra generalmente il giovedì o qualche altro giorno prima della festa della Gurva, 15 agosto, a seconda del distacco che vi è tra le due feste. Alla sera di questi giorni, verso il suono dell'Ave Maria, i pifferi e i tamburi del battaglione si mettono in cammino per la frazione di Barzona, che è la più alta, colà incominciando quel giro notturno chiamato Diana.

Si recano di casa in casa, di frazione in frazione a far visita a tutti gli ufficiali, giunti alla porta di ciascuno di essi, senza far rumore, escono di botto, come d'assalto con una suonata tipica, finita la prima se ne riprende una seconda, ed una terza, se è necessaria, finchè come dice la frase stessa ed il termine militare – Battere o suonar la diana – dare segno di levarsi – l'Ufficiale festeggiato alzato dal letto, viene ad aprir la porta e ad introdurre i quattro suonatori per offrir loro tra una marcia e l'altra il rituale vino corroborante e da mangiare.

Questo è quanto si ripete alla visita di ciascun ufficiale, la dodicesima visita del giro delle diane termina quasi sempre a sole alto e immancabilmente sempre dopo che la Diana, la stella che precede il sole e l'aurora, sia apparsa sul cielo quasi per svegliare i dormienti. Con buona ragione i calaschesi chiamano il mese d'agosto il mese dell'allegria, ed io credo di non sbagliarmi aggiungendo che per alcuni è pure il mese dello sperpero dei pochi risparmi con sudore messi a parte nell'annata.

Al giorno d'oggi le "Diane", sono semplicemente le merende che gli ufficiali offrono ai soldati e che vengono organizzate nelle frazioni d'appartenenza.

 

PORTE

Verso l'Ave Maria della vigilia di San Valentino, mentre nella torre squilla e si distende il concerto delle campane a festa, mentre il cannoniere spara i mortaretti quasi per salutare il veniente giorno festivo, mentre tutto il comune viene illuminato dai tradizionali falò, sparsi nelle montagne, i soldati semplici di ogni frazione si recano alle case dei singoli Ufficiali a costruire degli archi trionfali chiamate “le porte” con rami verdi di castagno selvatico, intrecciati e guarniti di fiori e, come dice il proverbio, tutti i salmi terminano in gloria: l'ufficiale offre uno spuntino (pane, formaggio o insalata) innaffiato con vino generoso. Alla vigilia della Madonna della Gurva, alla stessa ora e con le stesse modalità si fa la “rinfrescata alle porte”, si tolgono i rami e i fiori secchi e si sostituiscono con altri verdi e freschi.

 

PIAZZA D'ARMI

E' una piazzetta che fu sempre chiamata così perchè è il luogo dove si riunisce il battaglione prima d'ogni operazione, dove si inquadrano i soldati, si formano le compagnie, si danno gli ordini. Ad un'estremità della Piazza d'Armi viene pure costruito un grande arco trionfale (una “porta”) che rappresenta il quartiere che è vigilato da sentinella, la quale al mattino di S.Valentino a squarciagola da l'allarmi sonoro e prolungato per annunziare che il colonnello a cavallo pettoruto incede per la rivista militare al suono della Marcia Tradizionale.

 

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